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Inserito il 18-01-2006
L'ingresso sul mercato della compagnia telefonica "Tre" ha introdotto sul mercato, oltre alla moda delle videochiamate (più seriamente il sistema UMTS),
una nuova e allettante proposta ai suoi clienti e non: telefonini di grande valore commerciale a prezzi stracciati.
Comprensibile quindi, l'aumento di clientela vero questo operatore, spinto appunto da queste due significative novità introdotte.
Ma mentre nel primo caso anche le altre compagnie si sino subito portate al passo coi tempi, le offerte di telefono a basso costo, è rimasto (ed è forse ancora oggi) caratteristica
e strategia commerciale solo di Tre.
Insieme a questa nuova corrente, se ne è però creata una parallela e altrettanto remunerativa ad essa strettamente legata, quella dello sblocco dei cellulari tre, che vengono
si venduti a basso costo, ma funzionanti solo con schede apparteneti alla loro compagnia.
Come funghi sono nati quindi forum e siti in cui, naturalmente dietro compenso, si offre la possibilità di sbloccare i treminali tre, in modo da poterli utilizzare con schede di altri operatori.
Dopo un primo periodo di apparente disinteresse da parte di tre, da circa un anno a questa parte la compagnia si sta battendo per arginare questo fenomeno e, come era lecito supporre,
ci si è postati dalle semplici lettere di avvocati agli amministratori dei siti, alle aule di tribunale, per far valere ognuno le proprie ragioni.
E nella bagarre più completa, si è spesso deviato sull'argomento che a tutti sta più a cuore:
- Sbloccare i telefoni è legale?
Iniziamo col dire che una direttiva europea, obbliga le compagnie telefoniche ad offrire, dopo un determinato periodo e dietro pagamento, lo sblocco dei telefoni.
Tre perso atto di questa normativa, offre adesso lo sblocco dei telefoni dopo 12 mesi dall'acquisto, con tariffe che vanno dai 200€ dopo i 13 mesi fino a 10€ dopo tre anni dall'acquisto
dell'apparecchio.
Ma vi è una ulteriore novità che se approvata porterebbe maggior disciplina in questo argomento, e cioè la proposta del Senatore Luigi Bobbio di Alleanza Nazionale di modificare la
legge 633/1941 sul diritto d'autore.
Il concetto sul quale la modifica del Senatore Bobbio fa forza è quello di ritenere il "programma per apparecchiature terminali di reti pubbliche" un opera dell'ingegno che la legge stessa
protegge.
Si porterebbe sotto protezione della legge, quindi, il software del telefono, al fine di evitare modifiche da parte dei possessori.
Il testo che verrebbe aggiunto all'articolo 171-bis è il seguente:
E’ punibile chiunque pone in essere una condotta tale da consentire o facilitare la rimozione arbitraria o l’elusione funzionale o la modifica di programmi applicati ad apparecchiature terminali di reti pubbliche di comunicazione.
Pur non essendoci comunque leggi chiare sulla possibilità di sbloccare i terminali, in questi ultimi tempi si sta assistendo sempre con maggior frequenza ad opeazioni sia della Polizia di Stato,
sia della Guardia di Finanza, volte a contenere questo fenomeno, e basando le proprie ragioni sull'accesso abusivo a sistemi informatici, e appunto, violazione della legge sul diritto d'autore.
Esistono infine molte altre sfaccettature ricavabili dall'interpretazione di altrettante norme e articoli del codice civile, fra le quali ad esempio, la licenza di utilizzo di un software ma non della sua modifica.
In definitiva, seppur dal contratto stipulato con Tre non si evinca chiaramente questo impedimento (eventuali clausole vessatorie potrebbero portare all'annullamento del contratto), e non esistano leggi
specifiche e chiare in materia, tutto l'insieme delle varie interpretazioni porta a dedurre che lo sblocco dei telefonini, sia da considerarsi illegale e quindi punibile.
In attesa di novità significative in merito, vi consigliamo quindi di rivolgervi a Tre prima di compiere questo tipo di operazione sui vostri telefonini.
Risorse correlate
Normativa sul diritto d'autore
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